Astrophobos – Enthroned in Flesh

Speravo di saper già cosa scrivere ancor prima di sentire e così –fortunatamente- è stato. L’attesa della conferma era ricca di tensione (almeno per me e per quelli “come me”), […]

Speravo di saper già cosa scrivere ancor prima di sentire e così –fortunatamente- è stato.

L’attesa della conferma era ricca di tensione (almeno per me e per quelli “come me”), l’attesa di poter affermare la “buona stella” di una formazione che aveva incantato non poco grazie al mai dimenticato disco di esordio Remnants of Forgotten Horrors. Sono così passati due anni abbondanti e gli Astrophobos sembrano volerci rassicurare sulle intenzioni e sulle decisioni di “non mollare l’osso”, il passo successivo si manifesta attraverso questo ep intitolato Enthroned in Flesh, un’uscita che conferma la straordinaria versalità e voglia di far bene di questa ispiratissima formazione.

Non ci sono scuse, gli Astrophobos sono il meglio che si possa trovare oggigiorno in giro in campo melodic black metal svedese, questi ragazzi risultano anche meglio dei tanti grandi nomi ancora oggi degnamente in circolazione. Enthroned in Flesh sembra confermare quel “distacco” già impresso sul disco di debutto, forte di un “mestiere” che finisce per superare le crescenti aspettative. Timbrano il cartellino gli Astrophobos e lo fanno come se fossero in qualche maniera “baciati dal divino”, con appena quattro brani questa volta, venti minuti ricolmi di melodia velenosa che mai ferma a compiacersi. Spingono come dannati ed incastrano melodie senza abbassare mai il piede dall’accelleratore, partendo da una title track magnetica e scorticante.

Al resto penserà l’intuizione portata in dote, questi ragazzi non sbagliano difatti un solo passaggio, hanno l bravura di prenderti con fare magnetico, un potere che non cesserà di proliferare lungo ogni minuto di questa produzione. Chitarre pronte ad inerpicarsi in ogni dove, a creare continua “superiorità” ed un aspetto vocale che ci riporta direttamente ai primi lavori di Dissection e Naglfar, cosa diamine posso chiedere di più?!

Prendete la fionda e lanciatevi diretti sparati su Enthroned in Flesh, godete della perfezione della già menzionata title track o delle seguenti Tabula Rasa, Blood Libation (oh my fucking god! la perfetta unione con il lato più melodico espresso dal binomio Marduk/Dark Funeral) e The Cadaver Monarch, la via della perdizione a questo giro è certamente troppo corta, ma è proprio per tale motivo che il tasto play del nostro impianto si consuma facilmente.

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