Aphonic Threnody – When Death Comes

Metti su il cd degli Aphonic Threnody nella giornata giusta e ti sembrerà ancor più bello del solito. E fu così che l’amore definitivamente sbocciò in un grigia e particolarmente […]

Metti su il cd degli Aphonic Threnody nella giornata giusta e ti sembrerà ancor più bello del solito. E fu così che l’amore definitivamente sbocciò in un grigia e particolarmente plumbea giornata, prima di allora solo il sentore di un valore comunque alto, ma alla fine, in qualche maniera sempre evanescente. Forse la colpa è stata della “lampante” The Ghost’s Song, ideale opener “d’ammiccamento” (ma parliamo pur sempre di funeral death doom sia chiaro e non “disperiamo”) capace di trascinarsi dietro entusiasmo e una più facile sensibilità, doti certamente idonee al suo ruolo di apripista. Ma il tuffo nell’abisso potrà dirsi concretamente iniziato solo dentro i diciotto minuti di Death Obsession, una traccia capace di condurti ciecamente e con calma alla totale e volontaria perdizione. Ma ci si arriva lentamente, proprio come il suo incedere insegna, masticando un ascolto dopo l’altro, e solo dopo aver trovato la “coperta giusta” con la quale coprirsi (il finale sarà il giusto premio per tutti quelli che avranno combattuto, pura arte in sospensione). Dementia inculca l’abitudine al nuovo passo, undici minuti maestosi per quanto concerne l’impossibilità di sfuggire, una marcia che ci traghetta dal cuore alle interiora di un disco mai soddisfatto di ciò che riuscirà a raccogliere (la sua fame si respira, opprime sempre di più assieme allo scorrere delle lancette). The Children’s Sleep è il ventre di When Death Comes, “il punto di non ritorno”, tepore pronto a lasciare spazio e palcoscenico all’interpretazione vocale che tutto piglia e tutto trascina, giusto un attimo prima dell’abbandono di Our Way to the Ground, ultimo atto di un percorso tanto imperscrutabile quanto mestamente sincero.

Detta così sembra semplice, cinque canzoni e via dente e relativo dolore. Invece no, non vi sarà facile superare l’ora abbondante di durata animata dagli Aphonic Threnody, una band fa della solidità il suo timbro. Ma capiremo meglio le cose quando butteremo uno sguardo alla line-up protagonista, una line-up che vede coinvolti Roberto M e Marco Z di Arcana Coelestia e Urna, e Kostas P dei Pantheist (oltre a Riccardo V per chitarre e basso e Abel L al violoncello) per non parlare di alcune partecipazioni importanti come quelle di Greg Chandler (Esoteric) che con la sua chitarra dipinge scenari su The Children’s Sleep (alle backing vocals troveremo anche David Unsaved di Ennui e Necropoli) o Josh Moran (Vacant Eyes) per quelle di Dementia.

Agli Aphonic Threnody è bastato poco tempo prima di poter rilasciare un primo capitolo maestoso, dall’approccio traboccante ed ostinatamente implacabile (il primo vagito assoluto era stato espresso solo un annetto prima pressappoco). When Death Comes è l’esordio che in tanti vorrebbero riuscire a dare subito alla luce, corposo e con intenti chiari e risoluti, argomentati con limpidezza dalla prima all’ultima nota, un’autentica sbornia per i devoti della lentezza vestita d’estremo.

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