Animæ Silentes – Suffocated

Un buon disco di gothic rock/metal in Italia rimane pur sempre una rarità per svariati motivi, motivi perlopiù formati da tasti nevralgici come “il quanti ci provano” e dal relativo […]

Un buon disco di gothic rock/metal in Italia rimane pur sempre una rarità per svariati motivi, motivi perlopiù formati da tasti nevralgici come “il quanti ci provano” e dal relativo “chi poi arriva a convincere”. Genera dunque curiosità guardare a Suffocated, lavoro di debutto degli Animæ Silentes, band che riesce a portare al traguardo il non semplice compito di formulare un qualcosa di diretto ed efficace ma dai contorni che si fanno al contempo spigolosi e suadenti.

C’è una traiettoria ben definita alla base del loro sound, una traiettoria che parte dal binomio HIM e Lacrimas Profundere “di oggi” diretta a trovare le simili ma distanti dimore di Sentenced ed Entwine. Grossomodo saranno questi i gruppi che percepiremo a palate su diverse frequenze e note, anche se non mancheranno concessioni, sprint e ruggiti dal robusto sapore hard rock (che faranno percepire distinta, rocciosa presenza unitamente ad un modo tipicamente italiano -riscontrabile spesso durante le linee vocali- di affrontare la materia “metal melodico”). Tal cosa riesce a differenziare quel poco gli Animae Silentes dai rispettabili monicker menzionati, dando così spolvero e vigore all’effetto prevedibilità (la qual cosa di certo non guasta).

Gli Animæ Silentes imbastiscono una scaletta di rilievo, densa di mutevoli emozioni romantico-grintose che mai insistono su blande e mal scolpite rifiniture o di secondi buttati al vento. C’è un concetto solido alla radice, ma è “sposato” alle caratteristiche della varietà e del tentativo, ciò sarà perfettamente distinguibile/respirabile sotto i colpi dei variegati refrain che andremo ad impattare lungo il corso di questi tre quarti d’ora.

Le hit da menzionare sono tante, imprescindibili Burning in Silence, Illusion, Lost in My Soul (date a questa canzone il premio per il miglior ritornello dell’album, diamine!) mentre solo a tratti potremo registrare una voglia quasi insana (taluni potrebbero definirla “sbagliata”) di andare oltre, verso “l’estremo” come ci sottolineano beffardamente e solo tramite brevi squarci Desperation Road e -di nuovo- Lost In My Soul e la conclusiva title track. Nel mezzo troveremo un collante stabilito da brani sempre convincenti come la pensata Purgatorium, l’intrigante Eville, l’agrodolce Nothing Else to Remind, la coriacea Madman Town e l’ottima Save Me.

Suffocated è quel disco di fulmineo gothic metal che l’Italia si meritava da tempo, nient’altro da dire se non: “bravi, molto bravi Animæ Silentes!”. Un signor debutto.

About Duke "Selfish" Fog