Angra – ØMNI

Un’ora di musica e la voglia di tornare ad osare per quanto sia possibile data l’ingombranza del monicker. ØMNI è il nono capitolo discografico per i brasiliani Angra, un lavoro […]

Un’ora di musica e la voglia di tornare ad osare per quanto sia possibile data l’ingombranza del monicker. ØMNI è il nono capitolo discografico per i brasiliani Angra, un lavoro che aveva l’ingrato compito di sollevare le quotazioni di una band in chiara difficoltà dopo la continua perdita di ispirazione e pezzi importanti in line-up. I tre anni di distanza dal precedente Secret Garden sono certamente stati utili per far inserire al meglio le armi in dote -e riconosciute- a Fabio Lione, il quale torna a far brillare le canzoni della band ad ogni puntuale intervento. E per quanto continui ad essere strano pensare al nome Angra accomunato alla sua voce, bisogna dire che i risultati stanno finalmente giungendo; il nuovo ØMNI diventa così quello “della riscossa”, ben suonato, ben espresso e dotato di quella forza essenziale nel songwriting che ti lascia infine soddisfatto, concretamente contento.

Non mancheranno scelte un pochino “stanche” (The Bottom of My Soul, Magic Mirror e Always More talvolta zoppicano, ma sono dotate altresì di buoni spunti e quindi alla fin fine è pur sempre legna che brucia bene) ma a queste troveremo risposte di assoluto rilievo che ci ricorderanno parzialmente la grandiosità del passato della formazione carioca.

Ma gli Angra a questo giro ci danno l’impressione di aver speso e levigato bene il tempo a disposizione. Tutto appare ponderato anche laddove l’entusiasmo finirà a calare per qualche attimo. L’intensità delle varie Light of Transcendence, Travelers of Time, War Horns (come tira la strofa Lione!) e Silence Inside si ergerà in tutta la bellezza attualmente possibile, scintillando su linee vocali dipinte magistralmente dal singer nostrano (intanto si registreranno ancora sporadici interventi di Rafael Bittencourt). Le sinfonie riempiono le strutture (a tal proposito impossibile non menzionare l’ultima “overture” Infinite Nothing, bel modo rilassato di porre fine alle ostilità) e per diversità spiccheranno tracce come Black Widow’s Web (con la presenza di Alissa degli Arch Enemy, anche in questo caso pur non disprezzando il risultato ottenuto mi fa strano sentire linee vocali estreme su un disco firmato Angra; aah, l’anima conservatrice che non puoi impedirti di combattere), l’anthem zuccheroso Insania e l’esotica Caveman.

Funziona bene la coppia formata da Bittencourt e il nuovo Marcelo Barbosa (ridotto all’ospitata su War Horns la presenza di Kiko Loureiro) così come soddisfa il lavoro al basso dell’ormai solito Andreoli affiancato a questo giro dal batterista Bruno Valverde. I nuovi ingressi sembrano aver partecipato attivamente al processo di scrittura e questa cosa fa sicuramente pensare bene per il futuro, e se sarà data opportunità alla macchina di macinare altra strada probabilmente ne sentiremo buone nuove.

ØMNI è una valida ripresa, un disco abbastanza longevo sotto alcuni aspetti, capace di ammaliare su certi picchi e mantenere la calma quando i giri rallentano e perdono magari un poco d’intensità.

About Duke "Selfish" Fog