Agruss – Morok

Sempre coraggiose le mosse della Code666 Records, non ultima la realizzazione di Morok, album di debutto degli ucraini Agruss. Il disco è un vero e proprio tributo alla tragedia atomica […]

Sempre coraggiose le mosse della Code666 Records, non ultima la realizzazione di Morok, album di debutto degli ucraini Agruss. Il disco è un vero e proprio tributo alla tragedia atomica di Chernobyl (uscì proprio per il suo 26esimo anniversario), e logicamente il black metal proposto ricalca ambienti freddi ed apocalittici. Molto difficile stabilire una linea di confine, un preciso gradimento, l’album potrà facilmente portare alla totale esasperazione (non poca la durata di un’ora in questi ambienti) già dopo due brani. La rabbia è costantemente inumana e si ciba unicamente di radiazioni fluttuanti, e di chi le ha vissute e continua a viverle quotidianamente sulla propria pelle. A tratti fuori da ogni concetto d’umanità, altre volte sconfinano invece su territori così brutali da far apparire -vagamente- lo spettro del death metal.

Non sono molto convinto sulla bontà del disco, di solito queste uscite le accolgo molto bene, mentre in questo caso la scintilla non è scattata come speravo, a volte le sensazioni positive sembrano mozzate da soluzioni poco ispirate e produttive. A volte quella brutalità è un po fine a se stessa, e cozza con il clima “fermo e senza tempo” al quale dovrebbe ambire il prodotto. C’è da lavorare tanto di sicuro, per vedere la bottiglia mezza piena bisogna anche tenere presente che siamo di fronte ad un debutto (troppo spesso ci dimentichiamo di questo accecati da distribuzioni importanti), un debutto non esente da difetti, ma con qualcosa di viscerale da esprimere.

Morok è per chi si vuole male, per chi sa come andare incontro ai pericoli (esattamente come un rapporto consenziente con le radiazioni) e non si preoccupa di sprecare un poco di tempo per esplorare un qualcosa che quasi sicuramente lo porterà allo sfinimento. Ma c’è anche la possibilità di rimanere intrappolati nel clima asettico e desolato preparato con cura dalla band, in quel caso gli Agruss avranno ottenuto esattamente quello che volevano, isolamento, tormento ed inquietudine, anche dentro le pareti delle nostre stanze, che troppo spesso sembrano una fortezza inespugnabile per chiunque.

Morok poteva venir “stroncato” facilmente (perché di fondo non me la sento di consigliarlo), ma una vocina mi ha detto di aspettare, perché in fondo fiori e piante ricrescono a crescere anche dove ormai pareva impossibile farlo. La scelta se calpestare o meno questo tracciato è solo vostra.

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