Agnosys – Alterations

Alterations fu uno degli incontri più belli che potessi fare lungo l’annata 2011. I francesi Agnosys dopo aver esordito nel 2004 con l’ep Equilibrium ritornavano sorprendentemente in azione con l’ahimè […]

Alterations fu uno degli incontri più belli che potessi fare lungo l’annata 2011. I francesi Agnosys dopo aver esordito nel 2004 con l’ep Equilibrium ritornavano sorprendentemente in azione con l’ahimè unico Alterations (successivamente si separarono putroppo), un disco che ogni estimatore di death metal melodico “non convenzionale” vorrebbe sempre sentire e fare suo al più presto. Attenzione alle etichette però, per melodic death non si intende di certo quello “easy” e fatto di ritornelli “acchiappa massa” su canzoni attorno ai tre minuti. Gli Agnosys amano le ritmiche corpulente e amano ancor di più farle per bene, c’è così tanta ricercatezza nelle loro composizioni eppure non ci sfianchiamo, questo aldilà della durata. Gli Agnosys sono coriacei, tecnici e pure melodici (melodia sopraffina, usata a favore e mai contro la struttura generale), sono in poche parole capaci di affascinare quanto sbalordire.

Nella loro musica ho ritrovato caratteristiche a me particolarmente care, quelle caratteristiche che hanno reso immensi lavori come Anthems of Ancient Splendour (dei nostrani Dominance) o l’indimenticato Skydancer (Dark Tranquillity). Al battesimo hanno sicuramente svolto ruolo da protagonisti anche ultimi Death, At The Gates e primi Opeth (mi sono venuti in mente anche i mitici danesi Aurora e per restare in ambito francese i sempre poco nominati Misanthrope) ma non solo perché sono sicuro che ognuno troverà suoi punti di riferimento in questa speciale progressione melodic death.

Per rimanere di stucco basterà assaggiare l’attacco di From The Heights, From The Depths, vocione profondo di grande atmosfera e incessanti chitarre a tessere assoluto splendore. Il brano è superlativo in ognuno dei suoi quasi otto minuti, cambi tempo da rimanere senza fiato, fermate e ripartente, tratti di voce pulita, tutto funziona nei minimi particolari e alla fine (su qualche lieve tastiera) ci ritroveremo a chiederci che razza di brano avremo appena ascoltato.
Cotanta bellezza non verrà più raggiunta, solo positivamente sfiorata dal resto delle canzoni in esame (lode speciali per Le Lac e Tantalos), il livello dell’asticella rimane comunque bello alto, tanto da rimanere piacevolmente invischiati nei continui retaggi di Towards A Crimson Gorged Progeny (altro grande svolgimento con punte emotive di tutto rispetto) o di una oscura Inborn Defects. Capacità e gusto armonico non comuni emergono a più riprese anche in Sons Of The Void, Banished e The Ghost Within, ma come già anticipato saranno Le Lac (aperture quiete e momenti di trasporto) e Tantalos (epica ed emozionante, con un cantato pulito che potrà ricordare i Orphaned Land) a fornire i colpi decisivi per la completa riuscita del disco.

Alterations è chiaramente una perla nascosta del panorama musicale estremo francese, spero venga -ogni tanto- ricordato per il suo valore, come tanti altri dischi del passato che spesso e volentieri tornano a galla per allietare le nostre rabbiose giornate.

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