Accurst – Messenger of Shadows

I ripescaggi mai banali. L’etichetta inglese Aesthetic Death è particolarmente abile in codesta “mansione” e oltre a mandare avanti il suo catalogo di novità è sempre pronta a volgere indietro […]

I ripescaggi mai banali. L’etichetta inglese Aesthetic Death è particolarmente abile in codesta “mansione” e oltre a mandare avanti il suo catalogo di novità è sempre pronta a volgere indietro lo sguardo per dare lustro a qualche preziosità rimasta colpevolmente in disparte o comunque poco considerata. A questa tornata l’oscuro tragitto ci porta al cospetto del cipriota Nicholas Triarchos e ai suoi Accurst che nel 2016 rilasciavano il cupissimo Messenger of Shadows.

Ad aspettarci dentro un semplice ma adatto digipack troveremo tre quarti d’ora animati da raggellanti droni, è un dark ambient freddo quello proposto da Accurst in occasione di questa terza fatica, un dark ambient che si fa spazio a ridosso di una strada tagliente e capace di andare solo in direzione delle profondità più inquiete. Messenger of Shadows ci mette nelle orecchie continui sibili notturni e scricchiolanti lame, armi ben leste nel ferire al minimo contatto con i nostri sensi. La confidenza con prodotti di questo tipo deve necessariamente passare attraverso la quiete e la conoscenza di un genere che lavora solo ed esclusivamente su aspetti di attesa.

Atmosfere rarefatte si adagiano con pazienza divina su sospiri e su rumorismi calcati a fondo sotto la pelle. Non mancheranno di mostrare presenza alcuni rantoli che ben si uniranno alle spettrali partiture imbastite con la dovuta dose di “cattiveria”. E proprio su quest’ultima parola mi voglio soffermare, perché il disco firmato Accurst riesce a metterti addosso quel senso di “evocazione” (o disagio) tipico di prodotti posseduti alla radice da chissà quali innominabili entità.

Oscurità, un bel tempaccio fuori dalla finestra e qualche luce di candela sarebbero il matrimonio perfetto per le lente esalazioni imbastite su Messenger of Shadows (se non vogliamo menzionare la lunga e ovviamente protagonista Gazing Into The Abyss -The Depths Of Tartaros- possiamo in seconda battuta rendere omaggio alla rituale Endorcism – Channeling Eurynomos). Un lavoro che spinge –anche se con ritardo- il monicker Accurst alla nostra e spero vostra attenzione, perché non è mai troppo tardi per tornare a calpestare un disco che fa tornare a tutta forza il mondo degli spiriti nella nostra troppo confortevole dimensione (lo consiglierei a chi mai ha dimenticato un disco come Sounds from beyond the Silver Wheel a firma Dark Muse).

Prima pazientare, poi maneggiare con cura e infine raccogliere i frutti.

Summary

Autoproduzione (2016), Aesthetic Death (2018)

Tracklist:

01. From The Charnel House (Ὑπὸ Κεύθεσι Γαίης)
02. Enveloped By Erebos
03. Gazing Into The Abyss (The Depths Of Tartaros)
04. Endorcism – Channeling Eurynomos
05. Facing Melinoë Amidst Phlegethon’s Fiery Torrents
06. Obsequies For The Apocalypse
07. Messenger Of Shadows (The Abyss Gazing Back)

About Duke "Selfish" Fog