Abyssus – Summon the Dead

I greci Abyssus rivedevano le cinque canzoni proposte poco prima sullo split con i Morbider e ne facevano uscita personale dal titolo Summon the Dead (in cassetta per la grondante […]

I greci Abyssus rivedevano le cinque canzoni proposte poco prima sullo split con i Morbider e ne facevano uscita personale dal titolo Summon the Dead (in cassetta per la grondante spirito underground Chaos and Hell Productions).

Il loro death metal di chiaro stampo “rallentato” Obituary/Asphyx (dai primi per voce e momenti trascinanti, i secondi per qualche “riff a mezz’aria”) non lascia spazio ad alcun dubbio concludendosi giustamente (per questo tipo di prodotti uno strappo lo si fa sempre volentieri) “in trionfo” con la cover “che tutto porta via” di Outbreak of Evil dei Sodom. I Celtic Frost pronti a guardare dall’alto della loro superiorità e via così con quattro canzoni tanto semplici quanto efficaci. Gli Abyssus sono senz’altro una buona cura per i momenti di sfogo, fungono come “band tributo” in tutto e per tutto e non se ne vergognano affatto, anzi il loro tentativo di “eccedere” nelle influenze rappresenta infine quasi un’arma in più a favore della loro fruibilità.

Non c’è molto da dire riguardo Summon the Dead, basta giusto buttare lì quei due nomi e via, il resto è solo una partita nostra, una partita giocata a tu per tu con la nostra passione e null’altro. Sicuramente gli Abyssus si dimostrano validi studenti della corrente scelta di vestire e questo ci deve bastare ma soprattutto nutrire (i quattro loro brani ci sono e rendono, questa sarà la base di partenza), visto che non ci troviamo su quei territori dove è richiesta la voglia di osare ad ogni costo (altrimenti pena…).

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