Abyssus – Into the Abyss

Tempo di rispolverare qualche uscita 2015 e l’occasione di spendere qualche parola nei confronti dei greci Abyssus (che ritrovo dopo l’ep Summon the Dead) è sicuramente ghiotta. Con Into the […]

Tempo di rispolverare qualche uscita 2015 e l’occasione di spendere qualche parola nei confronti dei greci Abyssus (che ritrovo dopo l’ep Summon the Dead) è sicuramente ghiotta. Con Into the Abyss i nostri esordivano su full-lenght grazie alla Memento Mori, etichetta abile nel muoversi all’interno delle nefandezze sonore chiamate death metal. Il disco ci presentava quaranta minuti tirati e gorgoglianti, quaranta minuti dove anche un sordo poteva riconoscere la fonte primaria e darle il nome di Obituary (si va dall’uso del tipico riffing all’emulazione dello stile vocale di John Tardy anche se qui viene fuori meno impastato). Il rispetto per la band americana è tanto, tuttavia il “sangue europeo” dei nostri riuscirà a far risaltare un certo aroma e la cosa farà bene agli Abyssus e al sacro momento dei giudizi conclusivi.

Pulsano le ritmiche, sorta di strumento “Voodoo” collegato direttamente all’attaccatura del nostro marcio collo. E sarà impresa difficile poter impedire un certo e costante headbanging  a causa di tale sortilegio. Le chitarre guizzano dando l’idea di scavare ma con modi affini all’agilità, sono come dei sicuri cardini ma capaci di mutare il loro aspetto di tanto in tanto, giusto per non stancare troppo orecchie o occhi.

La riuscita semplicità è la caratteristica nevralgica, quella in grado di rendere immediata giustizia a un disco avvincente come Into the Abyss. Te ne accorgi ad ogni lesto attacco, ad ogni intervento vocale (sempre ben pensati, non si cerca mai l’azione “sconvolgente” e totalmente protagonista) e quando le cose verranno ripetute non ci daranno mai quel senso di “già sentito” come spesso accade su prodotti simili. Gli Abyssus nel loro piccolo campo riescono a plasmare una tracklist elettrizzante, abile nel fagocitare sia nei momenti tritaossa che sulle lente asperità malefiche.

Pezzi come come Across the Fields of Death, Echoes of Desolation o la “catramosa” Those of the Unholy parlano un linguaggio chiaro e asciutto, la qualità è solida ed è pure tanta (servitaci attraverso un’ottima produzione, niente di troppo oleoso a questo giro). Materia che trabocca per rapire ed “ingannarci” nel modo più adeguato possibile. Ascoltare il debutto su lunga distanza degli Abyssus è un vero piacere, la goduria che sempre ci auguriamo quando approcciamo questo genere ancora oggi, dopo l’usura di anni e anni di ascolti. Quando capita tutto ciò non puoi proprio negarti la verità, e in quest’occasione nello specifico quella che Into the Abyss è disco sul quale potersi consumare lentamente (magari con uno di quei bei sorrisi stampati sul volto).

  • 72%
    - 72%
72%

Summary

Memento Mori (2015), Chaos and Hell Productions (2016, mc), Floga Records (2016, lp)

Tracklist:

01. Into the Abyss
02. Across the Fields of Death
03. Echoes of Desolation
04. Intent to Kill
05. Revenge
06. Those of the Unholy
07. Enthrone the Insane
08. Visions of Eternal Pain
09. R.I.P.
10. The Ritual

About Duke "Selfish" Fog