Abyssphere – На пути к забвению

Tornano ad accedere la curiosità i russi Abyssphere con il terzo capitolo della loro discografia. Il nuovo На пути к забвению non è ciò che si chiama “ascolto semplice” e […]

Tornano ad accedere la curiosità i russi Abyssphere con il terzo capitolo della loro discografia. Il nuovo На пути к забвению non è ciò che si chiama “ascolto semplice” e forse bisogna ammettere che il passo è stato fatto un pochino più lungo della gamba. Ma i ragazzi volevano forse premiarci dopo tanti anni di attesa mentre l’occasione per confezionare una succulenta edizione è stata l’ovvia mossa da parte della Endless Desperation Productions che ha rilegato il tutto in confezione A5 in doppio cd.

I due dischi metteranno non poco alla prova tanto che la release va consigliata al 100% solo a chi è solito esplorare territori underground senza trovare mai pace. L’edizione su doppio cd viene ingolosita da alcune bonus track fra le quali spicca una personale versione di Only for the Weak (In Flames) mentre l’occhio avrà la sua parte nel rimirare una splendida copertina.

Ma veniamo al contenuto del nuovo disco Abyssphere, possiamo affermare con certezza come la band russa si sia messa in testa di rallentare le cose e di sprofondare in campo death doom (di quello ben prodotto e propenso ad offrire il suo buon numero di aperture). Saranno profondità, perdizione e dilatazione a fare da padroni di casa, tutte particolarità spiegate subito, senza nascondere la mano, durante gli otto minuti della prima Двери (ancora una volta il brano migliore lo si trova all’inizio, una casualità?). Le tastiere cercheranno di alleggerire il carico spruzzando quell’essenza gothic metal per loro sempre importante (esempio sono Прозрение e la successiva malinconica Один во тьме, una litania che si prende la seconda posizione in classifica), viene spontaneo pensare ai Draconian durante l’attacco iniziale di Carthago Delenda Est, pezzo fieramente declamato con tutta la forza possibile. La dualità vocale continua ad essere un loro trademark, un piacevole flusso in grado di scorrere senza interruzione da litanie epiche ad antri oscuri e negativi sottolineati da un bel vocione gorgogliante. Pur non potendola definire come “brutta” Сияние finisce a rappresentare una sorta di prima battuta d’arresto, ma la sensazione viene subito ripresa indietro durante lo scorrere della successiva e vagante Марафон. Con К забвению si percepisce il senso di incompiutezza del disco, per la serie “quello che poteva essere ma non è”, già meglio la ritmata Вирус o il piccolo tormentone Горизонт, prime traccie del secondo disco.

Per chiudere posso solo dire di aver preferito il più semplice, umile e “scattante” Shadows And Dreams (forse На пути к забвению avrà bisogno di più tempo? mi sembra plausibile pensarlo), la cosa da una parte è pure strana perché На пути к забвению fa comunque intendere una crescita di fondo fortemente voluta e abbastanza spiccata, ma la lunghezza a tratti si rende spossante, e certe parti mal dilatate mi portano purtroppo a posizionarlo qualche gradino sotto. Probabilmente prenderne a piccole dosi migliorerebbe in qualche modo la partita, ciò mi convince del fatto che il problema sia da cercare proprio nell’andamento claudicante della tracklist.

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