Absolutist – Traverse

Tre brani da fine del mondo, un’estrema goduria da piazzare in loop fino a quando le nostre orecchie non finiranno ad esigere meritata pietà. Ogni uscita targata Absolutist (dalla Scozia) […]

Tre brani da fine del mondo, un’estrema goduria da piazzare in loop fino a quando le nostre orecchie non finiranno ad esigere meritata pietà. Ogni uscita targata Absolutist (dalla Scozia) deve comportare la risposta “presente” dalla nostra parte, non ci sono scusanti, è lo spessore della loro proposta che sta lì a richiederlo a gran voce. Musica tanto semplice quanto efferata, dotata di quel retrogusto “tenebroso” che vale ben più di quel semplice e riempitivo incentivo.

Non c’è molto da dire riguardo il 7” Traverse, bisogna solo agire, partire all’attacco e tuffarsi completamente dentro questi tre brani corrosivi e dall’incredibile tiro. Hardcore “epico ed oscuro” capace di tessere sottotrame melodiche assolutamente entusiasmanti, certo ci sono sempre gli americani Tragedy o i mitici Skitsystem, ma quando la musica è così buona l’abbondanza non rappresenta mai un problema. E poi volete mettere la soddisfazioni di possedere Traverse e la sua copertina, farne bello sfoggio in casa con parenti ed amici? Certe cose rimangono impagabili, soprattutto se rapportato alla cifra irrisoria che dovrete sganciare per ottenerle.

Gli Absolutist consolidano il loro sound, lo rafforzano terribilmente, basterebbe lanciare la prima traccia Sleepless Tension per rendersene conto, poco meno di due minuti da favola, pronti a randellare e stupire sulla scia di sordide e libidinose melodie. La seconda Lux pensa invece a rallentare, comprimere e schiacciare, dilatando i tempi in sei minuti “post” da lasciarsi scorrere addosso senza opposizioni. Alla title track il compito di serrare i battenti di un quarto d’ora letteralmente volato, il brano torna a giocare sulle modalità della prima traccia mischiando però le carte con quello di mezzo, giusto per onorare il pensiero “ad ognuno il suo”.

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