Progenie Terrestre Pura – Promo 2011

Vecchio sproloquio riguardo i Progenie Terrestre Pura ed il loro esordio Promo 2011, con il duo già pronto a stupire con armi poco abitudinarie, intinte di fredda e “spaziale” eleganza. […]

Vecchio sproloquio riguardo i Progenie Terrestre Pura ed il loro esordio Promo 2011, con il duo già pronto a stupire con armi poco abitudinarie, intinte di fredda e “spaziale” eleganza.

Parlando sinceramente e aldilà di chissà quali fuorvianti interessi (mi hanno sempre infastidito le recensioni di cortesia) posso dirmi davvero entusiasta di questo Promo 2011, un prodotto che nasce con l’intento di stuzzicare etichette e nuovi ascoltatori tramite due brani non poco diversi tra loro. L’edizione fisica del cd sarà stata molto probabilmente affare per pochi, gli altri hanno potuto farsi un idea ed ascoltare la musica scaricando le due canzoni dai loro canali ufficiali (di questi tempi mi fa quasi strano spiegare dove e come andare a cercare musica online). Costruire una etichetta discografica è sempre stato un mio piccolo/grande sogno, mi è sempre piaciuto sondare la qualità di nuove e promettenti formazioni, lasciarsi guidare dall’istinto per poi poter “lanciare” una band verso il meritato “successo”; beh, se questa etichetta esistesse non avrei esitato un solo secondo nell’acquisire i diritti di quello che avrebbero prodotto in seguito (non a caso è arrivata puntuale l’Avantgarde Music per la stampa del più che fortunato debutto) . La musica dei Progenie Terrestre Pura aveva già in principio le idee chiare su cosa volere e su come fare per ottenerlo. Black metal sperimentale con un occhio di riguardo nei confronti della galassia là fuori, dilatato e “sognante”, con la presenza importante e non affatto secondaria dell’elettronica, autentica mossa “diversiva”, perfetta nel conferire organicità e spiccata atmosfera ad una musica che si presenta da subito abbastanza fredda e distaccata.

Il due pezzi presenti nel promo raggiungono entrambi i dieci minuti ma hanno il gran pregio di non fare pesare la loro lunghezza. Il primo ed autocelebrativo mostra il lato estremo e suadente dei nostri, le chitarre non sbagliano un solo passaggio e le vocals sono ottimamente inserite fra parti bisbigliate e altre più estreme (mi piace anche la scelta del cantato in italiano e spero che sia sempre usato in futuro). Le chitarre però non sono le sole ad incantare, la parte elettronica stupisce splendidamente offrendo situazioni lontane dalla semplice banalità che troppo spesso siamo soliti dare per scontata. Il risultato è davvero incredibile se si pensa che questa è la prima composizione creata dal duo. L’altra faccia porta il nome di Sinapsi Divelte, qui i Progenie Terrestre Pura danno sfogo alla loro anima tormentata, pregna di scura atmosfera e sperimentazione. Il brano è sicuramente più ostico del primo ma basterà solo un poco di pazienza per aspettare i sicuri frutti in arrivo. Il vuoto cosmico sarà pronto a colorarsi di continue immagini fra “voraci” parti di chitarra (ora melodiche, ora ritmate), ed un tappeto elettronico freddo e siderale. Vi assicuro che attribuire in modo semplice e sbrigativo un genere a questa canzone è cosa altamente difficile.

Se sia stato facile o faticoso creare queste due composizioni non lo so, so solo che un inizio del genere è già abbastanza ingombrante per il futuro (che poi sarà ancor più soddisfacente, allargando di fatto il continuum del pensiero), ma niente arriva per caso se si hanno bene in testa gli obiettivi.

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