Nekrolog

“Siamo quello che ascoltiamo, diventiamo ciò che scriviamo.”

Disfactory.it nasce dall’esigenza di ritagliarsi un “porto sicuro” all’interno dell’ipercaotico web odierno. È fermarsi a riflettere su pensieri cui si tende a dare sempre meno importanza, con una vacua frenesia che ha ormai colto tutti come un virus, un mercato discografico tenuto sempre meno in considerazione, le percezioni sempre più assottigliate in favore di un “fagocitamento” che assume contorni sempre meno umani, mentre la crescente “fame” di esibizionismo fa tutto il resto.

 

Disfactory.it vuole dire la sua a modo proprio e senza pretesa di proferire verità assolute. Vuole solo essere l’espressione di passione, il puro e semplice resoconto dei nostri ascolti raccontato alla nostra maniera. Troverete voti alti ma mai realmente eccessivi (si evitino certi confronti “di voto” tra bands diverse e si considerino le effettive differenze all’interno della discografia di una singola band); per contro, i “nostri” capolavori passati non verranno sminuiti con un semplice numerino. Per comprendere certe cose servono solo le parole. Tratteremo la musica che viviamo ed abitiamo senza nessuna preclusione, ciò che avremo voglia di condividere e quello che ci sarà gentilmente offerto in anteprima mediante files o supporti fisici.

 

L’industria della disfatta sa già che fallirà e lì alberga la nostra “esile” forza: partire già battuti in un mondo di macerie sperando di poter trovare sul nostro cammino qualcuno/qualcosa che possa vederla “a nostro modo”.

 

English version:

Disfactory.it arises from the need to carve out a “safe haven” within this helter skelter that is the web today. It would like you to stop and reflect about such things to which one tends to give less and less importance, with an hollow frenzy spreading as a virus, the music industry being held less and less into account, perceptions increasingly attenuated in favor of an inhuman “engulfment”, while the growing exhibitionism mania gains the upper hand.

 

Disfactory.it wants to have his say in his own way and without claiming to own the absolute truth. It just wants to be an expression of passion, a pure and simple report of our listenings told our own way. Perhaps you will find high votes but never really excessive (beware not to compare “voting” between different bands and instead to consider the real differences within the discography of a single band); by contrast, “our” evergreen masterpieces will not be trivialized by a number. Some things can only be understood by words. We will discuss the music that we live and experience without any foreclosure, the music we feel like sharing and what we will be kindly offered both as preview files or physical media.

 

The factory of failure already knows that it will fail and here is where our “weak” force dwells: to begin as already beaten in a world of rubble makes us hopeful to find our way someone/something which can see things “our own way”.

About the Author