Necrovorous – Funeral For The Sane

I greci Necrovorous si dilettano musicalmente dal 2005, nei sei anni che precedono il primo disco si sono dati molto da fare sfornando tre demo, uno split, ed un ep. […]

I greci Necrovorous si dilettano musicalmente dal 2005, nei sei anni che precedono il primo disco si sono dati molto da fare sfornando tre demo, uno split, ed un ep. Di questi tempi sentire una storia del genere è se vogliamo abbastanza inusuale, abituati come siamo a formazioni che si ritrovano sotto contratto ancora prima di rilasciare il primo demo. Il duro lavoro e la passione verso il genere musicale amato forniscono sempre raccolti positivi, non fa eccezione il qui protagonista Funeral For The Sane, uno devastante concentrato di schietto death metal vecchia scuola (nel loro piccolo i Necrovorous si assicurano di far circolare nuova infima linfa, rinnovati attimi vitali per il genere).

La band greca non imbocca di certo una copertina eclatante (quantomeno te la ricordi) ma ci prende in pieno con il sound. Ascoltare questo disco procura discreta esaltazione grazie a chitarre adeguatamente affilate e ad una sezione ritmica possente e contundente. Sono efficaci anche i diversi rallentamenti in puro stile Asphyx, “poveri diavoli” che assieme a primi Autopsy/Death e primigenia scena death metal svedese si contendono i ruoli di “gods” manipolatori del gruppo ellenico.

Prima di far partire l’horrorifica intro assicuratevi di non avere problemi alla cervicale perché ascoltare Funeral For The Sane vi renderà per quaranta minuti novelli ginnasti. Dopodiché la strada sarà tutta a vostra disposizione (ovviamente se desiderate ascoltare ancora del putrefatto death metal per nulla innovativo e servitore/adoratore totale dei mostri sacri), spianata dalle veloci Succubus Dormitory e The Flesh That Smiles prima, e “ostacolata” successivamente dalle putrescenti The Vilest Of All Dreams, Deathknells e Mind Lacerations (per inciso, le mie personali top songs del disco). Con piacere noteremo di come non si registri un vero e proprio calo, eh già, nemmeno una canzone è qui per mostrare il minimo cedimento, rendendo anche la coda affascinante ed intensa come ci si augurerebbe sempre di sentire. Altre perle vengono distribuite dalla dinamica Malignant Entrapment, dalla diabolica e “mille volte già sentita” (con un bel “chi se ne frega” a rimorchio) Spawn Of Self Abhorrence (ottima l’interazione fra le parti veloci e i rallentamenti), da una  schiacciante title track e dalla conclusiva e morbosamente melodica Dwellers Of My Flesh.

Certo, offre zero sorprese Funeral For The Sane, ma dalla sua possiede tanta, davvero tanta (e acida) concretezza. Per la versione in vinile rivolgetevi pure alla Blood Harvest Records, per quella in cd l’indirizzo da segnarvi sarà quello della Pulverised Records, quando c’è di mezzo lei -come ben saprete- il risultato arriva sempre.

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