Melankoli – Wind

Wind rappresenta l’esordio di una misteriosa e giovane band Russa. Black metal atmosferico a sfondo naturalistico svezzato direttamente dal consolidato sound di Vinterriket, Lustre e Coldworld. Disco un po atipico, […]

Wind rappresenta l’esordio di una misteriosa e giovane band Russa.
Black metal atmosferico a sfondo naturalistico svezzato direttamente dal consolidato sound di Vinterriket, Lustre e Coldworld.

Disco un po atipico, diciamo che ha più la parvenza di un demo (edizione limitata a 250 copie presso la Khrysanthoney), con la title track iniziale a “torreggiare” sul resto con i suoi venti minuti di durata. Il brano si trascina su ormai classiche tastiere “gocciolanti” e chitarre ad ampio raggio, mentre è inconsuetamente varia la prova vocale, capace di spaziare dal classico “ululato” black metal a momenti ora narrati  ora semplicemente puliti. Il brano nella sua semplicità rende l’idea del concept, e ben rappresenta il magico sfondo scelto come copertina (ci si può rimanere immobilizzati). Arresti e “medie ripartenze” si alternano candidamente, senza mai soffocare, il tutto discende lento ed armonico privandoci da ogni possibile impetuoso fastidio; anzi, più il brano procede e più acquista forza dal suo stesso “tiepido” svolgimento.

La rimanenza comprende due pezzi strumentali, una cover  tratta dal primo demo dei greci Death Aura più un altro brano cantato intitolato Coma (lento candore posto in distanza). Tutto è raffinato, composto, non si respira mai la “pretesa” di voler andare oltre un certo muro di delimitazione, oltre quella semplice ma spiccata sensorialità che ha come scopo unico quello di circoscrivere delicatamente l’ascoltatore. Un acquisto per inguaribili nostalgici, per collezionisti di materiale limitato ed oscuro ai più, per chi vuole schiacciare il tasto play e guardare all’orizzonte, solo e chiuso dentro i propri pensieri.

Un primo, piccolo passo nella neve fresca, sicuramente meritevole della luce di pochi riflettori, musica che potrà arrivare ad avere maggior peso ma solo se ben coltivata, nel frattempo non possiamo chiedere di più a questa piccola release del progetto Melankoli. E nemmeno si può fuggire dalla parolina segreta, che in questo caso deve restare solo e soltanto: “semplicità“.

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