Jig-Ai – Rising Sun Carnage

La giornata è andata storta? Oppure ci troviamo proprio in quella dannata situazione dove il nostro capo ci ha portato a pensare a vaganti pensieri omicidi? Troppo deboli e spaventati […]

La giornata è andata storta? Oppure ci troviamo proprio in quella dannata situazione dove il nostro capo ci ha portato a pensare a vaganti pensieri omicidi? Troppo deboli e spaventati per passati ai fatti? Bene, c’è qui una possibile soluzione, perché è proprio per sedare questi momenti che arrivano dischi come Rising Sun Carnage, opera terza dei Cecoslovacchi Jig-Ai. Questi mattacchioni sanno di certo come prendere e maneggiare la materia più brutale del death metal (il termine che meglio li definisce è però goregrind), l’esecuzione strumentale appare di fatti “seriosa” e concisa, mentre li ascolti nulla ti porterebbe a pensare alle “orripilanti” ed immani cazzate racchiuse effettivamente al suo interno. Questa soluzione mi piace, mi piace perché si va ad unire il bizzarro e l’incontrollabile ad un lato vagamente razionale (per quanto possa esserlo un disco di 22 brani che termina con una canzone dal titolo Ejaculation Complete) che pensa a piazzare le cose senza troppo eccedere, strumentalmente parlando ci sono così ben pochi fronzoli o uscite azzardate (il veramente “esagerato” si limita solamente alla prima metà della penultima traccia intitolata Animal Revenge, dove gli animali della fattoria sono chiamati a dare il proprio contributo in qualità d’improvvisati e spartani cantanti) e questo -detto sinceramente- fa molto bene al risultato globale del disco. Non c’è solo divertimento senza senso, non ci sono solo narrati fatti improbabili tratti perlopiù da qualche estremo manga Giapponese, Rising Sun Carnage è capace d’annientarti grazie alle sue continue e putride esalazioni, trainati dal perfetto sound delle chitarre (immaginate i Dismember intenti a suonare “in acido” senza controllo e melodia, per una vasta gamma di canzoni “lunghe” -quando va bene- due minuti) ci troveremo ben presto spaesati ed inermi, incapaci di formulare pensieri che possano andare poco più in la del completo annichilimento personale.

Chitarre taglienti, basso impertinente e comparto vocale che si lascia continuamente tentare sopra depravate contaminazioni, si passa dal classico growl cavernoso ad aspri “latrati” per finire poi nella più profonda gutturalità suina, il tentativo è quello di cercare varianti, di non far assopire l’ascoltatore, operazione certamente riuscita perché la noia gira alla larga lasciando però vividamente un senso di stordimento non da poco. I Jig-Ai cercano la sperimentazione, ma la cercano su uno strato sicuro, impenetrabile una volta lanciato, fermare Rising Sun Carnage diventerà concretamente impossibile, frastornati da cotanta violenza non potremo far altro che cominciare a subire, farci inghiottire dalle accelerazioni e dai non troppi “slow moments” (assolutamente giusto non abusarne a favore del mood violento e selvaggio del disco), avverrà certamente di perdere bussola e controllo, d’altronde è proprio questo ciò che loro vogliono, assorbire tutto tramite il massacro, non farlo mai cessare, nemmeno in maniera apparente, dare “contentini” minimamente contemplato, qui si troveranno bene solo i patiti del genere, personaggi con una sana insanità mentale addosso, che gli altri girino bene alla larga, non potranno mai arrivare a comprenderne il valore o trarne il divertimento necessario.

Quaranta minuti senza zavorra, dove la tracklist serve solo per essere letta con qualche risata, dopo la dimenticherete in meno di un secondo. Il valore potrà diventare smisuratamente soggettivo, soprattutto fra quelli che riusciranno ad apprezzarlo, c’è chi sarà contento ma con “il freno a mano” tirato e chi invece sarà felice come un bimbo la mattina di natale.

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