Intervista: The NULLL Collective (2010)

De Monstris, il primo disco targato The NULLL Collective è stato una delle note più liete del 2010 metallico.  Un uscita nata “cult” nel suo genere, un qualcosa da gustare […]

De Monstris, il primo disco targato The NULLL Collective è stato una delle note più liete del 2010 metallico.  Un uscita nata “cult” nel suo genere, un qualcosa da gustare e custodire gelosamente come qualche vecchio capolavoro impolverato. Dopo aver plasmato la scena doom estrema mondiale il duo formato da E.M. Hearst e Stijn Van Cauter è pronto a riscrivere le nuove leggi, sentiamoli in esclusiva per Disfactory.it .
Allora ragazzi, raccontatemi come è nato il progetto The NULLL Collective e tutto quello che gli ruota attorno.

EMH: Credo che The NULLL Collective sia nato nel 2004 con un progetto chiamato ‘The Sad Sun’, composto da me e Stijn. Abbiamo scritto alcuni brani nel corso degli anni, soprattutto per compilation e split, quindi abbiamo deciso di iniziare a scrivere un intero album intorno al 2008 o giù di lì. Gran parte dell’album ‘De Monstris’ è stata originariamente scritta per il debut di ‘The Sad Sun’; soprattutto “Feed the Whore” e in generale l’intero concept di ‘De Monstris’ sono stati in un primo momento progettati per ‘The Sad Sun’. Quando io e Stijn abbiamo proposto a S.P.White di unirsi a noi, abbiamo deciso di assumere il monicker ‘The NULLL Collective’… Sentivo che avrebbe suonato meglio.
SVC: The NULLL Collective funge sia da band tradizionale, sia come un insieme più grande di tutti i nostri singoli progetti. Si potrebbe dire che noi 3 come persone siamo membri della band, ma allo stesso modo anche i nostri progetti solisti sono dei membri.
Voi avete numerosi progetti musicali, cosa vi ha spinto a crearne uno nuovo di tali proporzioni e che priorità avrà nel futuro ?

EMH: Per me personalmente, The NULLL Collective è la cosa più importante in questo momento. Ho avuto l’idea di distillare l’essenza di tutti i nostri vari progetti, e mettere tutto in una sola band: The NULLL Collective. In futuro, almeno per me, The Collective avrà la massima priorità, desiderio essere il più prolifico possibile e rilasciare almeno un full-length all’anno d’ora in poi.
SVC: ho ancora un sacco di materiale per alcuni dei miei singoli progetti, principalmente per Until Death Overtakes Me e Beyond Black Void, che è in fase di completamento e in attesa di essere rilasciato. Per il momento però, si concentrano principalmente su The NULLL Collective .
La mia su “De Monstris” l’ho detta, ora voglio sapere la vostra. Pregi ed eventuali difetti secondo il vostro punto di vista? Di cosa trattano le liriche? E il vostro brano preferito?

EMH: Sono molto soddisfatto dell’album finale. Non c’è molto che cambierei, onestamente. Forse concretizzerei un pò di più ‘Repulsugloid parte 2’ e l’allungherei leggermente, se dovessi rifarla. A parte questo, sono molto contento del tutto, e di sentire come scorre perfettamente dalla prima all’ultima canzone.
La mia canzone preferita è ‘Feed the Whore’. Sembra essere la canzone più controversa per la maggior parte dei fan puristi del Funeral Doom – soprattutto per l’inserimento di suoni psichedelici al sintetizzatore. Alcuni hanno espresso pareri negativi riguardo all’inclusione di questo suono, ma personalmente lo adoro e anzi conto di esaltare l’importanza di questi suoni tipici del synth analogico vintage Moog nel nostro secondo album. Sono un fan del Progressive Rock anni ’70 e dell’heavy “space rock” psichedelico di quel periodo – e ritengo che lo stile sia una combinazione perfetta per il nostro tipo di Doom angoscioso e surreale.
’Feed the Whore’ è anche la canzone più vecchia del disco, penso che alcuni dei testi e forse qualche riff siano datati intorno al 2005, quando ‘The Sad Sun’ si divertiva a giocarci.
SVC: È troppo presto per me per iniziare a cercare i difetti. Di solito non ne vedo nessuno al momento dell’uscita, altrimenti non ci sarebbe una versione per iniziare, ma col tempo tendo a vedere le cose che avrebbero potuto essere migliorate o che avrei fatto diversamente. ‘Feed the Whore’ è anche il mio brano preferito, è la traccia attorno alla quale l’intero concept di De Monstris era stato originariamente concepito nel 2004-2005. Forse la canzone più varia del disco, cosa che ad oggi lo rende il brano più rappresentativo dei The NULLL Collective.
Il vostro disco è già molto “avanti” , per il futuro avete intenzione di proseguire su questa strada senza snaturarla troppo, oppure ascolteremo un qualcosa di totalmente diverso?

EMH: Il nostro secondo album non sarà totalmente diverso, ma sarà un suono più esteso che si concentrerà maggiormente sulla costruzione di un’aura psichedelica dello spazio profondo. In sostanza, ‘De Monstris’ era il suono di noi tre che cercavamo di capire esattamente chi eravamo e come volevamo suonare. Ora che sappiamo chi e cosa siamo, ed esattamente come vogliamo suonare, il nostro secondo album sarà molto più concentrato e delineato – e ogni stile che abbiamo toccato su ‘De Monstris’ tornerà, più sviluppato, sul secondo album.
SVC: Il nostro modo di creare la nostra musica non cambierà drasticamente, ma questo non significa che il risultato sarà simile a De Monstris, è probabile che sarà molto diverso.
Credo che un lavoro come “De Monstris” sia molto difficile da assimilare. Più volte ho pensato che l’idea di base fosse quella di andare contro l’ascoltatore in un certo senso.

EMH: Sì! Abbiamo veramente voluto sfidare l’ascoltatore e non lasciare che l’ascolto di questo album diventasse per lui troppo comodo. Abbiamo volutamente cercato di ingannare le aspettative della gente riguardo a come questa band avrebbe suonato. Imbocchiamo costantemente percorsi inaspettati e vaghiamo in territori e stili differenti. La nostra idea era quella di creare una sorta di album “Progressive Death Funeral Doom”… qualcosa che sfidasse e ricompensasse gli ascolti ripetuti.
Il nostro secondo album includerà tutti gli stili del primo, così come colpi di scena e stranezze ancora più inattesi. Di questi giorni la maggior parte delle band vuole rimanere al sicuro e non corre abbastanza rischi con la propria musica. Francamente, la maggior parte delle band del panorama estremo Doom underground di questi giorni è fottutamente noiosa perché non propone mai nulla di diverso… Ho iniziato a sentirmi come se tutto fosse già stato sentito prima. Vogliamo solo scuotere le cose e creare qualcosa di diverso.
SVC: In effetti non cerco di creare ciò che potrebbe essere considerato come anti-musicale di proposito. La musica funeral doom che è stata tirata fuori nel corso degli ultimi anni è diventata abbastanza standardizzata, non importa quanto sia estrema. Quindi credo che sia piuttosto facile creare qualcosa di inaspettato, semplicemente non limitandosi a quello che potrebbe ampiamente essere considerato come la ‘regola’. Se il pubblico è abituato ad ascoltare musica standardizzata che non si è evoluta per anni e tu sei in grado di proporgli qualcosa di completamente diverso, alcuni potrebbero vederla come una scossa o peggio. Per quel che mi riguarda, non sono in grado di rilasciare qualcosa di diverso da questo tipo di musica. Se non è abbastanza diverso da ciò che già esiste, non ha senso.
In che modo sono nate le due Repulsugloid? Io le ho viste come prove per una futura propensione dinamica e allo stesso tempo trovata geniale per dare all’ascoltatore un pò d’aria durante l’ascolto del disco.

EMH: Hmm, non sono sicuro se sia stata un’idea di Stijn o mia … ma era nostra intenzione precisa di spezzare i tre “pezzi principali” con due brevi pezzi smussati che fossero l’esatto opposto dei tre brani principali. Repulsugloid aveva lo scopo di svegliare la gente che era stata cullata in un falso senso di conforto dai canti più epici… per far loro sentire la dura realtà delle cose e rendersi conto che nulla è mai come sembra. Non ci si può mai sentire al sicuro ascoltando un album dei The NULLL Collective.
Il futuro vedrà infatti questa idea ulteriormente messa in atto e sviluppata.
Come descrivereste la vostra musica a chi non vi ha mai sentito?

EMH: “Progressive Death Funeral Doom Metal”. Ah, non c’è davvero nessuna etichetta per descrivere esattamente ciò che siamo, perché siamo una band senza confini! Se vogliamo fare una parte fast brutal Grindcore proprio nel bel mezzo di un brano ambient Doom di 20 minuti, lo faremo. Non c’è davvero nulla che non tenteremo di fare almeno una volta. E’ nostra intenzione sperimentare all’interno di un genere che conosce molto poco la sperimentazione e la progressione. Ci spingeremo oltre ogni limite in futuro, finchè non staremo più dentro a nessun genere … siamo semplicemente ‘NULLL Metal’. Noi siamo “none of the above”.
SVC: Non c’è una vera e propria ragione nel tentare di descrivere la musica alle persone che non l’hanno sentita. Lasciamogliela ascoltare prima e se dovessero sentire il bisogno di descriverla a parole, così sia.
Come vi trovate a lavorare a distanza? Per The NULLL Collective è migliore questa situazione forse rispetto ad una tipica “riunione” in sala prove?

EMH: E ‘difficile dire se ciò che facciamo è meglio o peggio di essere una band tipica … chissà cosa sarebbe venuto fuori se avessimo vissuto tutti nello stesso paese e avessimo potuto provare nel senso tradizionale del termine? Tutto quello che so è che quello che facciamo sembra funzionare, e sembra produrre risultati straordinari, a volte. Non capisco perché i musicisti più introversi e lupi solitari al mondo non utilizzino questo ‘collaborazione collettiva distaccata’ come approccio al lavoro insieme e produzione di musica insieme. Questa tattica sembra funzionare particolarmente bene nel regno del “doom estremo” che è un tipo di musica così isolato e isolante, frequentemente prodotto da un singolo individuo.
SVC: io sono abituato a lavorare da solo e sarebbe molto difficile collaborare con altre persone in un ‘live’ o nella tipica sala prove. La solitudine mi dà il pieno controllo sulla parte a cui sto lavorando in quel momento senza alcuna interruzione. Una volta che ho finito con quello, posso inviare e ricevere commenti o critiche dal resto della band. Ciò permette comunque di combinare le idee in grandi concetti, ma allo stesso tempo lascia molto spazio per ognuno di noi di fare ciò che vuole. Suonerebbe diversamente se provassimo? Probabilmente sì, ma non è mia volontà lavorare su musica come questa in quel modo.
A chi è venuta l’idea di creare “Silent Night”. La prima volta che l’ho sentita ho avuto brividi perenni.

EMH: E ‘stata tutta un’idea di Stijn. E’ una tradizione per noi, rilasciare una nuova canzone di ‘natale’ ogni dicembre a partire da ora.
SVC: L’idea originale per fare qualcosa di simile in effetti è arrivata un anno prima che rilasciassimo questa cover per la prima volta (dicembre 2009). Alla fine del 2008, avevo fatto una cover ambient/funeral di ‘Twinkle Twinkle Little Star’. E’ stato divertente da fare e il risultato mi piace molto, ma è servito anche a mettere in discussione e persino infastidire quelli che prendono il funeral doom troppo sul serio e credono che debba essere disciplinato da norme rigide. Venendo fuori con un brano tipicamente religioso, questa volta, ho sperato di raggiungere anche persone che prendono la religione troppo sul serio.
La vostra devozione al funeral/death/doom sarà di certo ricordata a lungo. E’ bello avere delle certezze che sai non ti deluderanno mai. Quanta voglia c’è ancora in voi di creare nuova musica di questo tipo? (ho bisogno di rassicurazioni).

EMH: So che persisterò in ciò, almeno per un tempo abbastanza lungo. Credo che ci siano molti più percorsi da seguire entro i confini del ‘doom estremo’. E’ qualcosa che mi è arrivato naturalmente, quindi non vedo nessun motivo per cui voltare le spalle a questo genere. Potrei anche vedermi ancora suonare, scrivere e registrare questo tipo di musica quando avrò 80 anni. Vaglierò anche altri tipi di musica, ho un progetto Industrial Death Metal chiamato ‘Synaptic Fracture’, che considero la mia altra “band più importante”.
SVC: anch’io ho un sacco di idee per andare avanti, e non solo per i TNC, ma anche per alcuni dei miei progetti da solista. Tutto dipende da cosa si intende per ‘musica come questa’, non vogliamo essere cloni di noi stessi, gli album futuri suoneranno in maniera diversa dalle cose che abbiamo fatto in passato.
Per finire vi chiedo a che punto è la situazione con i vostri progetti ,ci sono uscite in programma nei prossimi mesi?

EMH: Rilasciamo continuamente nuovo materiale, ogni singolo mese. Lo facciamo attraverso ciò che chiamiamo “NULLL Infra”, che è una “digital download release” mensile gratuita: una singola canzone gratis in formato mp3 e flac, sia a nome ‘NULLL Collective’, sia a nome dei nostri vari progetti solisti.
Finora quest’anno abbiamo rilasciato nuovo materiale da Beyond Black Void, Synaptic Fracture, The Ethereal, Uncertainty Principle, Torture Wheel e lo stesso TNC. Il singolo ‘Infra’ in uscita ad agosto è in realtà un nuovo brano dei NULLL Collective chiamato “Cerberus Trisector”, che è un’anteprima del nostro secondo album!
Permettimi di parlare un pò del secondo album dei NULLL Collective: e’ ancora senza nome, ma probabilmente conterrà 9 brani che confluiranno in un concept lungo un unico pezzo. Sarà un altro ‘concept album’ come ‘De Monstris’, ma questa volta avrà a che vedere con tematiche cosmiche e astrali: la solitudine e la follia nello spazio profondo, viaggi nel tempo, dimensioni alternative. Sarà un’ epica, triste, storia sci-fi raccontata attraverso l’Extreme Doom. Mi piace pensarlo come il “2112 dell’Extreme Doom” o il “Dark Side of the Moon dell’Extreme Doom”.
Oltre a questo, ho intenzione di rilasciare il primo album su CD del progetto ‘Synaptic Fracture’ l’anno prossimo, e forse un album nuovo di zecca ‘Torture Wheel’ a metà anno 2011. Quindi, sarò molto occupato.
SVC: Attraverso NULLL Infra quest’anno realizzeremo ancora alcune tracce in più dai nostri altri progetti, aspetta di vedere in anteprima un brano inedito da ‘Until Death Overtakes Me’.

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