Intervista: The Big Jazz Duo (2015)

Mi sporgo dalla finestra, davanti c’è sempre quella sporca e dannata strada, ricolma di feci e rifiuti d’ogni tipo, alla mia destra si sporge la mia vicina, una nonnina soprannominata […]

Mi sporgo dalla finestra, davanti c’è sempre quella sporca e dannata strada, ricolma di feci e rifiuti d’ogni tipo, alla mia destra si sporge la mia vicina, una nonnina soprannominata “vecchia cagna”, è sporca, avara e priva d’alcun senso di pudore, la sua attenzione è stata catturata da una mandria di triceratopi (nel nuovo mondo detti “i dominatori”), i loro passi echeggiano in tutto il quartiere e svegliano tutti, vivi e morti. Mi ricordano i tempi di quando ero ragazzo ed usavo guardare i documentari sugli animali, che belle sghignazzate mi facevo davanti a certe frasi, le prendevo in prestito e le modificavo, inserivo fatti o soggetti in contesti diversi ed opposti dall’ordinario, ancora oggi rileggo spesso quelle frasi, e le risate non tardano nell’arrivare, sono un bel ricordo, lo spaccato di un epoca che non tornerà più. Chissà, forse anche quella vecchia ne ha formulate di sue, magari sta lì a ripetersele ancora adesso che la demenza se l’è presa (fra una predica e una maledizione), non posso far altro che immaginare quei vermi desiderosi di nascere, vogliosi di abitarla quel tanto che ci vuole.
Ricordo ancora una delle ultime volte in cui fu veramente lucida, mi raccontò di un passaggio più unico che raro, di un manipolo di uomini divenuti leggenda, una delle poche band riuscite a sopravvivere al ritorno dei dinosauri, a suo dire la loro musica riusciva a sventrarla come nemmeno quel porco del suo marito riusciva a fare. Non sapendo come comportarsi ha cercato di attirare la loro attenzione in qualche modo (ben conscia dei pericoli a cui si offriva, poiché loro sprezzavano ogni tipo di tragicità) formulando domande ormai imparate a memoria dopo anni e anni di letture, a quel punto poco contava il detto “solite domande, solite risposte”.
Il suo racconto fu così elettrizzante, così reale e sopra le righe che ancora adesso mi perseguita:

TBJD photo 2

Enemy è uscito da mesi ormai, come stanno andando le cose? vi ritenete soddisfatti dell’accoglienza ricevuta?

Joseph: Ormai viaggiamo con migliaia di euro in tasca ogni giorno e tutto grazie a quest’album e a quei pazzi che hanno deciso di spendere così ingenuamente i loro soldi. Più rimborsati che soddisfatti.
Pigo: Penso che Joseph intendesse dire che sì, il disco ha riscosso un successo maggiore di quanto avessimo sperato!

Nascita e sviluppo di Enemy, cosa bisogna sapere e quali sono state le sensazioni che vi hanno accompagnato durante la sua stesura?

Tom: Non penso che vorresti saperlo sul serio. Comunque, posso dire da parte mia che senza il forte entusiasmo e l’abuso di alcol non ce l’avremmo fatta.

Possiamo definire la vostra musica come una particolare specie “ibrida”, qual’è il profilo perfetto del vostro “ascoltatore tipo” e come vi definite?

Simo: Immagino il nostro “ascoltatore tipo” come un abitante delle Barbados con posto fisso in una raffineria di petrolio, due figli maschi di nome Josè e Francisco, come macchina una Mercedes anni ’90 e una dipendenza mai vinta da nicotina e gioco d’azzardo.
Cios: Esatto, e comunque non siamo soliti “definirci”, ci pensano già gli altri

Ho trovato davvero indovinate le parti di tastiera, in futuro ne farete un uso ancor più massiccio? Avete già una vaga idea di quali aspetti del vostro sound andrete ad evidenziare?

Pigo: Mah guarda in tutta sincerità pensavamo di smetterla con queste tastiere che sono obsolete ed utilizzare solamente il touchscreen.

Anche la prestazione vocale merita due paroline, quanti sforzi sono stati spesi a riguardo?

Tom: E due paroline siano! “Non troppi”.

Ve lo avranno già chiesto tutti ma lo facciamo anche noi, perché The Big Jazz Duo?

Cios : Devi sapere che io e Tom siamo un duo jazz veramente apprezzato e famoso nella nostra zona, gli altri membri della band sono turnisti che non paghiamo ma a cui piace suonare con noi.

Trovo la copertina di Enemy davvero bella, come siete arrivati a sceglierla?

Joseph: Ti direi che l’idea dello specchio in fondo ad un corridoio angusto simboleggi perfettamente l’incontro e la lotta interiore col proprio Nemico, ma in realtà era un artwork in “saldo” su DeviantArt.

cover

Avete girato un video davvero bello e particolare per Haunted, quanto vi siete divertiti nel farlo?

Pigo: Se esistesse una scala con cui misurare il divertimento provato, direi 100Dp (Divertimento Provato) su 100. E’ stato magnifico, un’esperienza unica che ci ha segnato negativamente considerando che tutti su YouTube ora possono vederci truccati e vestiti come degli orrori. Abbiamo avuto un significativo calo dell’Autostima e Joseph ha iniziato ad assumere psicofarmaci da qualche settimana.

Quali sono le vostre influenze principali e come siete arrivati a formare prima gli Screaming Venezia e poi i The Big Jazz Duo?

Simo: Tutti noi abbiamo background musicali differenti. Quando eravamo Screaming Venezia ci piaceva provare a suonare una sorta di Hardcore/Metalcore melodico, quando abbiamo conosciuto Joseph ci siamo avvicinati molto al Satanismo e ai vestiti neri, borchie, capelli lunghi. Tutto qui.

Al solito la chiusura spetta a voi, io vi ringrazio per la disponibilità e vi lascio lo spazio.

Tutti: Zurlì!!!

….. spero che muoia presto…

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