Intervista: Nebrus (2012)

Intervista effettuata subito dopo l’uscita di From The Black Ashes (anno 2012), questo è il resoconto di una piacevole chiacchierata con le due menti che stanno dietro al progetto. Da parte […]

Intervista effettuata subito dopo l’uscita di From The Black Ashes (anno 2012), questo è il resoconto di una piacevole chiacchierata con le due menti che stanno dietro al progetto. Da parte mia non posso che ringraziare per la gentilezza e la precisione delle risposte.
“From The Black Ashes” è finalmente uscito, quali sono le tue sensazioni/speranze a riguardo?

 

Prima di tutto soddisfazione per essere riusciti a trasformare in suono le oscure sensazioni  che ci hanno guidato, facendole rivivere attraverso la musica in modo personale: tutto questo è stato possibile soprattutto grazie alla sintonia tra le nostre menti , ossia quelle di Mortifero e Noctuaria (unici membri di Nebrus) e, spinti dalla passione per il Black Metal e la convinzione in questo progetto, abbiamo continuato a procedere, nonostante le difficoltà,  nel tentativo di migliorare le nostre capacità espressive.

 

Parlatemi a ruota libera del disco, cosa deve aspettarsi l’ascoltatore che va incontro a “From The Black Ashes”?

 

Deve aspettarsi un viaggio sonoro nel Black Metal dei primi anni 90, un viaggio nella parte oscura dell’umanità, dove la preghiera, l’ipocrisia, e il  finto buonismo non esistono.
Con questo album abbiamo voluto omaggiare la musica che più ha influito sulle nostre esistenze, abbiamo voluto ricreare le atmosfere di un’epoca ormai passata, cercando di evocare remote sensazioni con i nostri suoni e la nostra sensibilità. Non è quindi un copia ed incolla di riff già suonata vent’anni fa e riproposta ora ma, un rigurgito di suoni che abbiamo masticato e digerito per anni e che poi, hanno trovato quasi spontaneamente  la via per manifestarsi in un album come “From the Black Ashes”.

 

C’è qualcosa che ti ha ispirato in maniera particolare durante la stesura di musica e liriche?

 

Mortifero: La musica penso sia nata grazie ad una sorta di istinto primordiale che mi ha guidato nella composizione dei riffs che formano i brani; sono nati quasi da soli, ho solo svuotato la mente dalle preoccupazioni della mia vita umana e ho liberato le mie pulsioni non umane. Certamente le mie preferenze musicali hanno giocato un ruolo molto importante, ma ritengo anche che certi stati d’animo possano essere espressi con particolari note che esulano dallo specifico ambito di un singolo strumento e di uno specifico genere musicale.

 

Vuoi spendere due parole sulle tematiche affrontate?


 

Noctuaria: I testi sono di Noctuaria,raccontano della Morte, vista come la somma incarnazione della Giustizia; trattano poi  della infinita stupidità  umana e di quanto priva di senso sia la vita e soprattutto di come l’uomo si sforzi di spogliarla del tutto di significato; parlano anche di sentimenti colmi di odio e sofferenza vissuta non con vittimismo, ma con quasi l’indifferenza di fronte ad un destino ineluttabile; l’autocompiacimento vittimista preferiamo lasciarlo ai deboli, o anche a quelle che ne fanno una sterile moda.

 

In sede di recensione non ho potuto sottrarmi dallo spendere parole d’elogio per la prestazione di Noctuaria. Quanto è stato difficile stendere le linee vocali definitive? E di solito adattate la musica alla voce o viceversa?

 

Noctuaria; Grazie per le tue parole, sono state molto apprezzate.
Stendere le linee vocali non è stato difficile, le liriche sono state inserite da subito seguendo la musica in modo naturale; in sede di registrazione poi si è prestata particolare attenzione all’intepretazione della voce, cosa che  nel   precedente Twilight of humanity (mia prima esperienza come cantante) non avvenne come avrei voluto. Mi ritengo quindi soddisfatta di questa evoluzione, anche se non è del tutto  terminata.

 

Come vedete la situazione del black metal in Italia?

 

Dal punto di vista delle bands certamente gode di ottima salute: oltre  a tante nuove leve che hanno personalità e dedizione al genere, ultimamente stiamo assistendo al ritorno di formazioni storiche che sembra abbiano trovato nuovi stimoli per tornare alla grande da un passato glorioso.
Se invece si parla dal punto di vista dell’ascoltatore, ci si accorge che c’è  ancora parecchia di chiusura mentale ed ignoranza, in particolare nelle ultime  generazioni, le quali non hanno veramente idea di cosa sia il vero Black Metal, accomunando gruppi che poco hanno a che fare l’uno con l’altro e soprattutto non riconoscendo i maestri del genere, preferendo ad essi o dei semplici imitatori, o, peggio ancora, travisatori del loro messaggio e della loro musica.
Infine, per quanto riguarda la musica live, beh, l’Italia da sempre è il fanalino di coda d’Europa e mantiene questa posizione saldamente: purtroppo è davvero dura organizzare degli eventi di black metal in Italia.

 

Pensate che il black metal underground riuscirà ad andare avanti ancora per molto? Tiriamo fuori la classica palla di vetro, come vi vedete fra dieci anni?


 

Non sappiamo come il Black Metal riuscirà ad andare avanti ; è vero che nascono tanti gruppi ma altri ne spariscono altrettanto rapidamente, mentre altri ancora si convertono a fare musica commerciale. Certamente chi non è mosso da vera ispirazione e dedizione al black metal è destinato a fallire e sparire, almeno per quanto riguarda gli ascolti del pubblico underground.
I Nebrus tra dieci anni si vedono come ora, perchè la nostra musica è vera passione, nel tempo pensiamo e speriamo di maturare quindi migliorare, per poter dimostrare a noi stessi che non esistono limiti.

 

Mi piace sempre far consigliare qualcosa ai gruppi che intervisto, 5 dischi dal passato e 5 dischi più recenti da raccomandare se la casa va in fiamme?

 

Tralasciando la triade Mayhem Burzum Darkthrone (tutto ciò che hanno registrato prima del 1995) mi sento di consigliare:
1)ISVIND – Dark waters stir
2)DEATHSPELL OMEGA – Kenose
3)ONDSKAPT – Draco sit mihi dux
4)CLANDESTINE BLAZE – Fist of the Northern Destroyer
5)SILENCER – Death pierce me
Per quanto riguarda uscite più recenti:
1)DODECAHEDRON – Debut
2)AVSKY – Scorn
3)INQUISITION – Ominous Doctrines of the Perpetual Mystical Macrocosm
4)CRAFT – Void
5)THRONE OF KATARSIS –Ved Graven

 


La conclusione è tutta vostra, a me non resta che ringraziare per l’ottimo disco e per la disponibilità offerta.

 

I Nebrus torneranno presto, con un’altro lavoro, abbiamo infatti da poco terminato la stesura della parte musicale del prossimo album, quindi ai nostri ascoltatori non resta che attendere.
Ringraziamo Disfactory.it per lo spazio e l’attenzione che ci hanno concesso e in particolare  Duke “Selfish” Fog  per la ottima recensione, da noi molto gradita.

About Duke "Selfish" Fog