Intervista : Aiumeen Basoa (2010)

Prima di tutto, sinceri complimenti per “Iraganeko Bide Malkartsutik”, senza troppi giri di parole uno dei migliori album dell’annata 2010. Com’è stato tornare sulle scene dopo nove anni di silenzio? […]

Prima di tutto, sinceri complimenti per “Iraganeko Bide Malkartsutik”, senza troppi giri di parole uno dei migliori album dell’annata 2010. Com’è stato tornare sulle scene dopo nove anni di silenzio? Dove siete stati tutto questo tempo?

Prima di tutto, grazie per le tue parole lusinghiere, che ci riempiono di motivazione. In questo lungo periodo siamo stati molto attivi, ma a causa di un sacco di cambi di line up, abbiamo avuto alcuni momenti di instabilità.
Vorremmo aggiungere che in questi ultimi anni siamo migliorati come musicisti e abbiamo registrato alcuni demo con un sacco di idee per le registrazioni future.

Quanto andate fieri di “Iraganeko Bide Malkartsutik? Quanto è stato difficile assemblarlo? Ve lo chiedo perché la vostra musica appare molto naturale e “terrena”, ma sembra che dietro ci sia un enorme lavoro melodico per fare quadrare il tutto.

Onestamente, siamo molto soddisfatti dei feedback che il nostro primo cd “Iraganeko Bide Malkartsutik” sta ottenendo e al tempo stesso parecchio scossi, anche se mi sentivo molto sicuro con queste canzoni, non si sa mai come sarà la reazione della gente. Non so come spiegarlo, è come avere un figlio proprio, lo si ama, ed è qualcosa di unico, ma cosa può pensare il resto del mondo?

Sì, è vero che l’album non è stato facile da assemblare, anche quando stavamo registrando in studio. Inoltre, alcuni membri della band erano affaccendati con il proprio lavoro ed erano costretti a prendersi del tempo libero per registrare le loro parti. Questo, ovviamente, ha ritardato tutto il processo e reso molto più difficile registrare l’album.

Avete una line-up molto vasta, è difficile riunire così tante teste per un fine comune? L’intenzione è quella di proseguire in questa direzione o in futuro deciderete per qualcosa di più immediato?

A mio parere, tutte le band discutono quando condividono idee diverse, per cui nel nostro caso, con sette membri, credo si possa immaginare come sia, ma penso che sia una cosa positiva. Negli Aiumeen Basoa ogni membro sa qual’è il suo compito, e cerchiamo di svolgerlo nel migliore dei modi.

A proposito della direzione musicale, posso solo dire che non avremo alcun cambiamento drastico.

Se comincio a farvi i complimenti non finisco più, quindi in questo caso volevo concentrarmi in particolare sulle linee vocali. Penso che ogni intervento, sia esso pulito/sporco o maschile/femminile, dia un’incredibile magia alle vostre composizioni. Spero che questa caratteristica non vi abbandoni mai. Qual è il segreto di questa magia? E visto che siamo in tema, potete accennare qualcosa sui testi?

Personalmente credo che la musica abbia bisogno di tensione e momenti di relax, perché altrimenti rischia di diventare monotona. Credo che il contrasto vocale sia un punto a nostro favole nelle nostre composizioni. E’ vero che negli Aiumeen Basoa lavoriamo sodo sulle linee vocali: anche se per noi non costituiscono la parte più importante, sono comunque la prima cosa che arriva al pubblico.
Ogni testo è una storia diversa, ma ha un background basato sulla mitologia o su vecchie leggende della nostra terra.
Kantauriko trabainerruak (Whirlwind from Cantabrian Sea) racconta il saccheggio del popolo della costa Cantabrico alle navi, con i falò accesi sulla costa a mò di fari.
Nel brano Akelarrearen Sua (Fire of Akelarre), Akelarre è una celebrazione fatta per i nostri antenati in contatto con la natura. In questa canzone i testi parlano della lotta contro la chiesa inquisitrice. Jentil odoloa (Gentle’s blood), racconta la scomparsa dei Gentili con l’arrivo del cristianesimo. Aintzinako guduen oroimenak (Memories of old battles), è una conversazione tra un uomo errante e un albero millenario, dove l’albero descrive le battaglie dei loro antenati. Altre canzoni come Ekaitzaren begitik (From the storm’s eye) o Arlekina sono più poetiche e metaforiche.

Ho letto un pò di vostre recensioni in giro per il web (tutte positive), nessuna ha però tirato in ballo gli in The Woods per determinate parti vocali. Volevo chiedervi se conoscete questa band norvegese e se vi siete ispirati a loro per la stesura di certe linee vocali in canzoni come Jentil Odola e Ekaitzaren Begitik.

Naturalmente noi li conosciamo, siamo loro fans. Gli In the Woods sono una band che ci ha ispirato, ma anche altre band come Pink Floyd, Anathema, King Crimson, The Gathering, Jeff Buckley, Saturnus … ci hanno ispirato, tante per citarne alcune.
Le band menzionate possiedono un alto livello vocale e molto originale, e infatti confermo che ci hanno influenzato.

Come descrivereste la vostra musica a chi non vi conosce?

L’etichetta più usata per la nostra musica è Pagan Folk Metal e penso che vada bene, ma è davvero difficile menzionare tutti gli stili musicali che si possono trovare negli Aiumeen Basoa. Senza alcun dubbio, direi che si tratta di musica con un certa sensibilità e piena di passaggi emotivi.

Quali sono le vostre ispirazioni musicali? E quali ultime uscite vi hanno convinto di più?

Siamo tutti amanti della musica nella band, ci piace la musica che va dall’heavy metal anni ’80 a tutti i tipi di metal estremo(black metal, death metal, doom, gothic …). Siamo anche appassionati di folk, musica celtica, jazz e del progressive e symphonic rock anni ’70.
A proposito di nuove uscite, sono affascinato dall’ultimo album degli Ilbeltz “Auskan gabiltz olatun gainian”. Devo anche citare una band svedese chiamata Black Bonzo, hanno inciso parecchia roba buona.

Come è stato lavorare con Erzsebet Records e con un mostro come Dan Swano?
Onestamente, è stato abbastanza facile, li conoscevamo già prima di firmare con l’etichetta. Eate, proprietario dell’Erzsebet così come dell’Indar Productions insieme a Joserra, è l’uomo dietro Adhur, che figura anche nello split “Triarchy of Vasconia” (1999). Ci siamo tenuti in contatto tutti questi anni. Vogliamo dire che siamo molto soddisfatti del duro lavoro che stanno facendo.

I ragazzi dell’etichetta ci hanno fornito l’idea di lavorare con Dan e devo dire che siamo veramente soddisfatti del lavoro che ha svolto. Non c’è dubbio che è un grande professionista e vogliamo ringraziare l’Erzsebet per averci dato l’opportunità di lavorare con lui.

Progetti futuri? Avete già del nuovo materiale pronto? Non fateci aspettare troppo questa volta, eheh.

Adesso siamo concentrati a suonare dal vivo il più possibile. Abbiamo finalmente rilasciato il nostro debut album pochi mesi fa, e non ci siamo mai esibiti durante tutti questi anni.
A proposito di nuove cose, abbiamo registrato un sacco di idee, quindi lavoreremo su quelle per un futuro album. Speriamo che non ci vorranno altri nove anni per registrarlo.

La conclusione è tutta per voi, spero che quest’intervista possa farvi conoscere un pò di più qui in Italia e grazie ancora di tutto.

Per concludere, vorrei ringraziarti per darci l’opportunità di farci conoscere meglio in Italia, e mi congratulo per il fantastico lavoro che stai facendo. Vorrei ringraziare anche tutti coloro che si interessano degli Aiumeen Basoa.
Eskerrik Asko! (Grazie mille)

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