Finally Deceased – Finally Deceased

Il disco omonimo dei crucchi Finally Deceased era già pronto dal lontano 1995 ma ha visto luce solamente nel 2011, anno della sua uscita. Fu registrato da Andy Classen nei […]

Il disco omonimo dei crucchi Finally Deceased era già pronto dal lontano 1995 ma ha visto luce solamente nel 2011, anno della sua uscita. Fu registrato da Andy Classen nei suoi Stage One Studio, le orecchie ben allenate non faticheranno nel trovare il proprio habitat nei suoni tipici di quegli anni. Bisogna essere totalmente patiti per il death metal per desiderare nella propria casetta questo disco, Finally Deceased è un condensato di energia positiva che solo gli irriducibili fruitori di musica “fuori consumo” potrà sopportare ed usare per i propri malevoli scopi. Rilasciare un lavoro del genere oltre tempo massimo è senz’altro una scelta coraggiosa, certamente le vendite non saranno state buone, ma magari i Finally Deceased hanno in cantiere qualche novità di recente creazione, solo in codesto caso l’uscita acquisirebbe un “senso” specifico.
Il death metal proposto dai tedeschi è di classico stampo svedese, i ragazzi non annoiano nonostante i cinquanta minuti suonati non siano affatto pochi. Le tracce si susseguono abbastanza rapidamente, fra momenti riusciti e altri sottotono (si, la noia busserà spesso) che possono compromettere la voglia di ripassare (o ricordare) il prodotto. Il consiglio è quindi quello di insistere con gli ascolti anche se so che non sarà per niente facile in certi momenti.

Un po tutta la scena svedese è protagonista nella loro musica, si parte dai classicissimi Dismember ed Entombed, primi Hypocrisy e i mai troppo osannati Edge Of Sanity. Per rimanere in campo tedesco possiamo accomunare i Finally Deceased ai mitici Fleshcrawl, canzoni come The Misanthropist sono proprio li a testimoniarlo. La parte iniziale è a mio avviso la migliore, l’opener Eternal Devastation randella molto bene mentre Reverie si fa ricordare in modo malevolo senza dare troppo dell’occhio (quando si agisce nell’ombra non si sbaglia mai).
Fra i restanti brani sono da citare Dismembered, Day By Day (chi ha detto Dismember?)e Soul Destiny, degne traghettatrici verso la parola fine. Quelle meno entusiasmanti sono state invece Decisive Fault ed Escape.

Non rimane molto altro da dire, la produzione è pulita ed amplifica (senza potenziare) bene gli strumenti dando quel senso “d’agilità” necessario per lavori di questo tipo (alla lunga però la tendenza è quella di appiattire). Se avete tanto da spendere oppure lo trovate per pochi/pochissimi spiccioli un qualche pensierino potete pure pensare di farcelo. In ogni caso non ne avvertirete mai la mancanza, il che suona certamente come una condanna.

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