Ezophagothomia – Instinct Of Human Devourment

Gli ucraini Ezophagothomia giungono con Instinct Of Human Devourment al disco di debutto, il loro non poteva essere esordio più felice. I nostri certamente non inventano l’acqua calda, però riescono […]

Gli ucraini Ezophagothomia giungono con Instinct Of Human Devourment al disco di debutto, il loro non poteva essere esordio più felice. I nostri certamente non inventano l’acqua calda, però riescono nell’impresa di costruire un buon impianto sonoro e di conseguenza offrire la solita buona dose di brutal death metal richiesta. E’ ovvio dire che il prodotto è indirizzato ai maniaci del genere, difficilmente il disco potrà interessare chi segue solo ed esclusivamente i nomi di spicco e lì resta a stagnare. A dire il vero sarà un vero peccato per loro perdersi questa mezz’oretta massacrante, perché i ragazzi ce la mettono proprio tutta riuscendo a caricare le canzoni come molle senza omettere la consueta e dissacrante carica blasfema.

Instinct Of Human Devourment mi ha soddisfatto soprattutto per la produzione (il suono del pedale e la batteria in generale mi fanno gasare non poco) chirurgica anche se non così perfettina (quel senso di “grattato” aiuta l’ambiente a puzzare meglio), mentre il growl -bisogna dirlo- non appare dei più soddisfacenti (ma in prodotti di questo tipo è come andare a cercare il pelo nell’uovo). Dopo la breve intro spaziale parte la title track, canzone che mette in mostra da subito caratteristiche (parti devastanti e bruschi rallentamenti) e le influenze (Cannibal Corpse, Deicide -per certe ripartenze che definirei “potenziate”- e Devourment giusto per rimanere sul classico), il risultato si protrae su un costante “danzereccio scapocciamento” da totale relax. Il risultato non cambia affatto nelle restanti songs che mantengono tutte un alto standard qualitativo avendo l’essenziale pregio di non annoiare mai. Passano in rassegna la grandiosa Petrified In Ancients Megaliths (qui si avvertono pure parti alla primi Death), Hiding Under Disfigured Surface e When Earth Will Be Tired Of Us (amen). Capitolo a parte si merita la cover dei Mortal Decay dal titolo Rejoice In Moribund, perfetta esecuzione di un brano che vede nei cambi di tempo il pregio maggiore. Nel finale c’è ancora tempo per una Parasitic Vivisection dove i nostri ritornano implacabili per randellare a modo il “forzuto” e libidinoso ascoltatore.

Rompete parte del salvadanaio quindi, Instinct Of Human Devourment si merita quei pochi spiccioli che ci potranno volere. Vedrete che il divertimento non mancherà, in più il vostro collo vi ringrazierà pure per l’intenso quanto “depravato” esercizio ginnico.

About Duke "Selfish" Fog