Embrional – The Devil Inside

Bello, se vogliamo pure ineccepibile ma anche sfiancante e quindi dotato di quell’imperfezione che sarà certamente sua croce e delizia. E’ destinato a dividere The Devil Inside, secondo lavoro dei […]

Bello, se vogliamo pure ineccepibile ma anche sfiancante e quindi dotato di quell’imperfezione che sarà certamente sua croce e delizia. E’ destinato a dividere The Devil Inside, secondo lavoro dei polacchi Embrional, ci saranno quelli che lo adoreranno grazie alla sua mefitica tecnica e chi invece non reggerà l’eccessivo e gelido urto protratto nell’arco temporale implicato (di tre quarti d’ora).

Sarà un suono viscerale, dissonante e meccanico (a volte troppo) a guidare la carica infernale, un mix di cose capace d’unire alcuni puntini del passato con altri più recenti. Immaginate il tipico marchio death metal polacco, con Vader, Hate e Behemoth in prima linea, a questi aggiungete “l’adulterio” sonoro denominato Deathspell Omega e un pizzico di quel black metal tosto alla Funeral Mist, il quadro che vi si aprirà successivamente davanti non si discosterà molto da The Devil Inside. Solo a questo punto entreranno in gioco esperienza e “piaceri” personali, poco “gestibili” dall’esterno e da scritture di terze parti.

Suonano bene gli Embrional, e sono pure abili nel “camuffare” la tecnica con le cattive intenzioni. Per chi scrive sta proprio qui la dote migliore di questo disco, (scavando-scavando) nella sua creazione, nell’idea di una concretizzazione che avviene ma che resta anche -e purtroppo- “zoppa”, non supportata in modo adeguato in sede di scrittura (il songwriting non scuote e non prende il volo, rimane di fatto “stabile”, senza produrre fiamme in grado d’asservire lo stupore).

Velenosi mentre stringono le spire su Evil’s Mucus, gli Embrional spingono, torturano e rallentano illusoriamente su Funeral March. Il clima si mantiene in qualche modo distaccato ed anestetico nonostante resti in apparenza vicino/confortevole (complice in questo il lavoro dietro le pelli). The Abyss è forse la miglior dimostrazione di cosa voglia dire ascoltare questo disco, il tutto che porta al niente, alle radici di una ciclica confusione. Confusione che ordinatamente non mollerà più l’osso, sia nelle cose migliori come (Behind) The Mask of Sanity o peggiori come nella noiosetta 910 o la thrashy Whores, Drugs and Brain Dead.

Per certi versi ambizioso The Devil Inside brucerà, intimidirà e stancherà, ma l’indifferenza verrà in ogni caso scacciata, a volte non c’è niente di meglio.

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