Dead Shell of Universe – Tamo Gde Pupoljak Vene…Tamo Je Moje Seme

Quando si è malati per la musica si esplora sempre e comunque a 360 gradi, si prova di tutto, finendo anche con l’andare totalmente “a caso”. Soprattutto un genere come […]

Quando si è malati per la musica si esplora sempre e comunque a 360 gradi, si prova di tutto, finendo anche con l’andare totalmente “a caso”. Soprattutto un genere come il black metal ha dalla sua una moltitudine di offerte, (certo non sempre interessanti, ma se non si ha la pazienza di una continua ricerca sfuma anche una parte del fascino) che hanno solo bisogno di essere scoperte. Piccoli tesori che una volta schiusi ti rendono felice e geloso custode di una tale ricchezza. Questo è bene o male quello che mi è successo durante il primo ascolto dei Dead Shell of Universe, entità proveniente dalla Serbia rivelatrice di questo debut mini cd con i fiocchi.

Grande merito se lo piglia la Eichenwald Industries per averli saputi scovare, Tamo Gde Pupoljak Vene…Tamo Je Moje Seme è quanto di meglio potrei chiedere ad un lavoro black metal contemporaneo, spirito selvatico tipico delle zone dell’est, freddezza, meccanicità e voglia di andare “oltre” restando saldamente ancorati su retaggi classici. Sono questi i prodotti che riconciliano con il genere, quelli che ti fanno capire quanta mediocrità finisci con l’ascoltare abitualmente.
Il mini è composto da tre lunghe canzoni che stancherebbero il solito ascoltatore distratto/casuale di turno, vuoi perché la violenza non è di quella sanguinolenta di facciata, bensì “sanguigna”, le atmosfere vanno ricercate mediante un determinato feeling che bisogna avere obbligatoriamente in dotazione. Proprio per questo motivo non mi stupirei se Tamo Gde Pupoljak Vene…Tamo Je Moje Seme finisse con l’annoiare la stragrande maggioranza di chi ci finisce a combattere sopra.
I riff della opener Sanjar mi scorticano puntualmente ogni volta andando a “rinverdire” le mie gerarchie sui vari/preferiti gruppi del grande est europeo, eh si perché da questo momento in poi mi ricorderà sempre di loro e di questo piccolo gioiello. La title track mantiene il medesimo livello di Sanjar mentre la conclusiva traccia priva di nome si muove in campo ambient/elettronico proponendo un finale piacevolmente alternativo. Per certi versi accomunabili al termine “progressivo”, i serbi hanno lanciato il loro primo urlo in maniera decisa e personale. Rimarrà solo l’urgenza che tale urlo venga recepito dal pubblico, e sviluppato nella giusta maniera da loro stessi ovviamente.

Il voto così alto non è tuttavia da paragonare con i dischi completi, ritengo il mcd una categoria a parte che necessita sempre di una diversa valutazione. In questo senso Tamo Gde Pupoljak Vene…Tamo Je Moje Seme si erge a “boss” di tale sezione, almeno fra quelli che ho potuto sentire in questi ultimi anni. Il suo sapore resta intonso ancora adesso, ad ormai non pochi anni dalla sua uscita. Un vero peccato il fatto che non abbiano rilasciato altro al di fuori di questo, ma poco importa perché il gusto sarà intriso ogni volta di quel non so che di speciale ma soprattutto unico.

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