Basarabian Hills – A Breath Of The Wide Valley

Quanto adoro lo spirito di ricerca della etichetta Francese Le Crépuscule Du Soir (in questo caso sotto il “secondario” nome Nihil Interit Records), sempre pronta ad investire su bands che […]

Quanto adoro lo spirito di ricerca della etichetta Francese Le Crépuscule Du Soir (in questo caso sotto il “secondario” nome Nihil Interit Records), sempre pronta ad investire su bands che molto probabilmente verrebbero scartate senza remore dai più.

Questa volta si parla di una one man band proveniente dalla Moldavia, l’affascinante nome è Basarabian Hills, nello specifico andremo a parlare dell’uscita denominata A Breath Of The Wide Valley, seconda opera per questa interessantissima entità (consiglio in automatico anche l’ascolto del precedente Spirit Of The Native Land, le cose vertono grossomodo sul medesimo livello).

Nella musica di questo progetto si parla un linguaggio naturale e quindi in disuso, ci troveremo davanti ad una proposta dark ambient/black metal, sognante e tetra, che guarda in primis all’operato di gruppi determinanti per questo genere come Vinterriket e Lustre. Animo in conflitto e voglia di sentirsi il “più liberi possibile” si fondono nella musica dei Basarabian Hills, ben presto si arriveranno a percepire toni sognanti e “cingenti”, molto lentamente verremo introdotti in un sound ipnotico (o soporifero) che nell’arco di tre pezzi riuscirà ad esprimere tutta la voglia di quel particolare “spirito selvatico”, quello magari ben nascosto, ma sempre pronto ad emergere dentro alcuni di noi.

Entrare su questo A Breath Of The Wide Valley equivale a stringere amicizie con le tenebre, si avvertono in primis un forte senso di profondità ed oscurità, ma è come se si ponessero da subito al nostro fianco e mai come reali avversarie. E’ così che si parte con la prima Bird’s-Eye View, tastiere come gocce, chitarre che scavano, scream liberatorio e sospirante a lacerare i tessuti, parte l’esplorazione del mondo da una visuale privilegiata, ma purtroppo è vano il tentativo di trasmigrare nel corpo di un volatile. C’è una solida linearità a legare i tre pezzi posti in tracklist, possiamo anche vederli come un unico lungo brano diviso su tre ampie variazioni, When The Wind Blows Over The Hills ci depone ancora in aria, ma questa volta per seguire il percorso gelido e senza sosta del vento; perfettamente idoneo alla causa l’approccio vocale adoperato. L’ultimo frammento (la title track) lascia invece completo spazio alla musica (come esseri nudi di fronte alla natura), tanto per non andare a dimenticare (o allontanarsi) ciò che la musica vuole trasmettere, il motivo per cui il progetto si manifesta attraverso quest’arte.

Musica semplice, capace di emettere sempre il suo odore e particolare effetto, “i soliti frequentatori del boschetto accanto casa” ne saranno entusiasti, gli altri potranno tranquillamente continuare a criticare queste forme musicali “puramente elementari”, ogni spiritualità si merita il proprio trancio di torta, chi sa adoperare certe vibrazioni saprà già come muoversi.

About Duke "Selfish" Fog